“Il capitale finanziario, da solo, non è più sufficiente a generare crescita reale. Serve un cambio di paradigma che rimetta al centro il capitale umano, territoriale e produttivo diffuso”.
Lo ha dichiarato Vincenzo Castellano, Presidente UIFOR e partner ACT Studio, intervenendo al Panel 4 – Finanza “Le energie del capitale per la crescita dell’economia nazionale” nell’ambito di FEUROMED 2026.
Nel suo intervento, Castellano ha evidenziato come oggi esistano in Italia due grandi capitali ancora poco valorizzati: da un lato la micro-imprenditorialità diffusa, in particolare il mondo dei forfettari, dall’altro le aree interne.
“I forfettari rappresentano una delle espressioni più concrete di capitale umano che diventa impresa – ha sottolineato –. Migliaia di persone che, spesso partendo da zero, trasformano competenze e lavoro in attività economica, contribuendo in modo diretto alla vitalità dei territori”.
Parallelamente, Castellano ha richiamato l’attenzione sul ruolo strategico delle aree interne: “Non sono territori marginali, ma una straordinaria concentrazione di valore umano, culturale, ambientale e produttivo. Il problema è che questo valore oggi non è ancora leggibile per la finanza”.
Da qui la proposta lanciata nel corso del panel: la creazione di un Indice di Rigenerazione delle Aree Interne, uno strumento capace di misurare la capacità dei territori di generare valore nel tempo, attraverso indicatori economici, demografici, sociali e di qualità della vita.
“Ciò che non è misurabile non è finanziabile – ha aggiunto –. Per questo dobbiamo costruire strumenti che permettano al capitale di vedere ciò che oggi non riesce a intercettare”.
Castellano ha quindi delineato una visione integrata: mettere in connessione capitale finanziario, micro-imprenditorialità diffusa e territori, per creare un nuovo modello di sviluppo.
“Non dobbiamo quotare la terra – ha concluso – ma il valore che un territorio è in grado di generare. La vera sfida è rendere le aree interne investibili”.
Infine, la proposta operativa: avviare un tavolo di lavoro tra finanza, istituzioni, università e territori per sviluppare strumenti innovativi in grado di tradurre il valore delle aree interne in asset finanziari attrattivi.

